Circolare 5/2011 sugli appalti in edilizia

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n°5 del 2011, ha deciso di modernizzare le regole riguardanti la concessione di appalti, affinché, chi vincerà la gara di appalto, sia già in regola con le norme per la sicurezza sul lavoro e rispetti gli obblighi contributivi. La circolare è valida sia che si tratti di appalto pubblico che privato e regola anche il rapporto solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore.

Circolare 5/2011

La circolare ha lo scopo di identificare gli appalti che vengono definiti genuini, ovvero che rispondono a una serie di requisiti incentrati sulla selezione del contraente, le responsabilità della committenza, dell’appaltatore e dell’eventuale subappaltatore sulla sicurezza sul lavoro e il possesso delle certificazioni. In particolare la definizione di genuino è strettamente legata alla presenza e all’identificazione del responsabile organizzativo e direttivo. In più la circolare richiede che venga definito nella maniera più chiara e completa possibile la natura del lavoro in appalto, indicando anche durata prevista, i mezzi necessari e la loro quantità. Per ciò che riguarda la valutazione dei rischi, quella dell’azienda che per la prima volta prende un appalto e dispone quindi di poca esperienza, deve essere più accurata, rispetto a quella di un’azienda che ha già lavorato per diversi committenti.

Nel caso in cui tali regole non vengano rispettate le aziende vanno incontro a una sanzione di 50 euro per lavoratore per ogni giorno, a cui si aggiungono 20 euro nel caso in cui la mancanza violi i diritti dei lavoratori stabiliti dalle norme e dai CCNL.

Appalto pubblico e privato

I CCNL determinano il minimo salariale, la loro applicazione, nell’edilizia, permette o meno la ricezione del D.U.R.C. (Documento Unico di Regolarità Contributiva) e questo vale sia per l’appalto pubblico che privato.
L’elaborazione del D.U.V.R.I. (Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali) è un altro di quei requisiti che la circolare ricorda affinché la sicurezza dei lavoratori venga garantita. Direttamente proporzionale al D.U.V.R.I. è il D.V.R. (Documento di valutazione Rischi) che ogni azienda è tenuta a compilare, a prescindere dalla sua partecipazione ad appalti.
Altri criteri utili per valutare un’azienda appaltatrice sono:

  • qualificazione professionale;
  • il possesso della tessera di riconoscimento da parte dei lavoratori coinolti nell’appalto;
  • la quantità di punti presente sull’apposita patente, che, esattamente come quella automobilistica, indica il numero e la gravità delle infrazioni commesse.

—————————————————————————————————————————

Approfondisci l’argomento con l’articolo La sicurezza sul lavoro nei contratti di appalto e subappalto