Cos’è la formazione minima obbligatoria per i lavoratori

Il Testo Unico della Sicurezza impone che il datore di lavoro fornisca ai suoi lavoratori e dipendenti una formazione minima obbligatoria sulla sicurezza sul lavoro.
Rientra quindi nei diritti dei lavoratori ricevere tale formazione come stabilito all’art 44 del Decreto Legislativo 81/08 “Diritto di ricevere informazioni e formazione, di partecipare ed essere consultati sulle questioni che riguardano la sicurezza e la salute nel luogo di lavoro.”.

L’accordo Stato Regioni del 2011 (21 dicembre) fornisce indicazioni precise e tutte le direttive sui termini minimi della formazione.
La formazione dei lavoratori ha carattere obbligatorio ed è organizzata in due moduli personalizzati a seconda del livello di rischio del settore a cui appartiene l’azienda.

Il primo modulo ha carattere generale per tutti e la sua durata è di 4 ore mentre il secondo ha una durata che varia appunto in funzione del livello di rischio di cui sopra:

Rischio basso: 4 ore (8 totali)
Rischio medio: 8 ore (12 totali)
Rischio alto: 12 ore (16 totali)

Durante il primo modulo vengono fornite ai lavoratori nozioni generali sulla sicurezza sul lavoro mentre il secondo più specifico approfondisce i rischi specifici del settore lavorativo a cui si appartiene.

Oltre alla formazione minima obbligatorio, per legge, è previsto un aggiornamento ogni 5 anni, specifico per il settore di attività per tutti i livelli di rischio. Tale aggiornamento ha la durata di 6 ore.

Le direttive dell’Accordo stato Regioni forniscono indicazioni anche in merito all’organizzazione e alla modalità di fruizione dei corsi di formazione per i lavoratori. Tra queste è ammessa anche la modalità di fruizione a distanza mediante piattaforme di e-learning con annessa verifica delle competenze del lavoratore effettuate tramite un test finale.