Documenti e valutazione dei rischi: l’autocertificazione nella sicurezza sul lavoro

L’autocertificazione nella sicurezza sul lavoro riguarda nello specifico la redazione del Documento di Valutazione dei rischi, secondo quanto previsto dal D.Lgs 81/08 le aziende con meno di 10 lavoratori possono produrre questa documentazione. La scadenza ultima per presentare l’autocertificazione del DVR è il 31 maggio 2013.

In generale i documenti per la sicurezza sul lavoro che possono essere sostituiti da un’autocertificazione sono diversi l’importante è che il datore di lavoro attesti che la propria azienda è in possesso dei requisiti per la quale si effettua la certificazione.
Se in caso di controlli le autorità preposte dovessero riscontrare incongruenze con quanto dichiarato, la normativa prevede pesanti sanzioni.
Nello specifico sono due i casi in cui l’autocertificazione viene messa in atto nell’ambito dei documenti relativi alla gestione della sicurezza sul lavoro:

  1. Autocertificazione idoneità tecniche: ovvero quando un datore di lavoro secondo l’art.47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445, si avvale della possibilità di autocertificare l’idoneità tecnica in caso di lavori in appalto e subappalto al fine di verificare i requisiti tecnici e professionali di uno o più lavoratori necessaria per l’iscrizione alla Camera di Commercio (art.26 del Decreto Legislativo 81/2008);
  2. Autocertificazione redazione DVR: in caso di ditte con un numero inferiore a dieci lavoratori è possibile effettuare l a redazione del Documento di valutazione dei rischi sotto forma di autocertificazione. Ciò vuol dire che è lo stesso datore di lavoro a certificare i rischi presenti in azienda e le misure messe in atto al fine di tutelare i lavoratori. Questa possibilità è regolamentata al comma 5 dell’art. 29 del D.lgs 81/08.

Le procedure standardizzate per la valutazione dei rischi

Sempre secondo la normativa il comma 6 dell’art.29 definisce che:
6. I datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f). Nelle more dell’elaborazione di tali procedure trovano applicazione le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, e 4.

7. Le disposizioni di cui al comma 6 non si applicano alle attività svolte nelle seguenti aziende:

  • a) aziende di cui all’articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d), f) e g);
  • b) aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, connessi all’esposizione ad amianto;
  • c) aziende che rientrano nel campo di applicazione del titolo IV del presente decreto.

Nello specifico le attività per cui e vietato effettuare la valutazione dei rischi in modo standardizzato o avvalendosi dell’autocertificazione sono:

  • a) nelle aziende industriali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni, soggette all’obbligo di notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto;
  • b) nelle centrali termoelettriche;
  • c) negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni;
  • d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
  • e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori;
  • f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori;
  • g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.